Silvia's profileNeverland II........PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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Neverland II........l'isola che non c'è..... Benvenuto nel mio Spaces!
June 24 ultime prove...Giovedì... cioè praticamente dopodomani, ho la mia prima prova aperta di recitazione e sono totalmente nel panico... sono letteralmente terrorizzata.... incrociamo le dita... le prove rimaste sono poche, e l'energia scarseggia ma ce la metteremo tutta.... in bocca al lupo a tutti i miei compgani... vi voglio bene... April 25 A teA te che sei l’unica al mondo L’unica ragione per arrivare fino in fondo Ad ogni mio respiro Quando ti guardo Dopo un giorno pieno di parole Senza che tu mi dica niente Tutto si fa chiaro A te che mi hai trovato All’ angolo coi pugni chiusi Con le mie spalle contro il muro Pronto a difendermi Con gli occhi bassi Stavo in fila Con i disillusi Tu mi hai raccolto come un gatto E mi hai portato con te A te io canto una canzone Perché non ho altro Niente di meglio da offrirti Di tutto quello che ho Prendi il mio tempo E la magia Che con un solo salto Ci fa volare dentro all’aria Come bollicine A te che sei Semplicemente sei Sostanza dei giorni miei Sostanza dei giorni miei A te che sei il mio grande amore Ed il mio amore grande A te che hai preso la mia vita E ne hai fatto molto di più A te che hai dato senso al tempo Senza misurarlo A te che sei il mio amore grande Ed il mio grande amore A te che io Ti ho visto piangere nella mia mano Fragile che potevo ucciderti Stringendoti un po’ E poi ti ho visto Con la forza di un aeroplano Prendere in mano la tua vita E trascinarla in salvo A te che mi hai insegnato i sogni E l’arte dell’avventura A te che credi nel coraggio E anche nella paura A te che sei la miglior cosa Che mi sia successa A te che cambi tutti i giorni E resti sempre la stessa A te che sei Semplicemente sei Sostanza dei giorni miei Sostanza dei sogni miei A te che sei Essenzialmente sei Sostanza dei sogni miei Sostanza dei giorni miei A te che non ti piaci mai E sei una meraviglia Le forze della natura si concentrano in te Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano A te che sei l’unica amica Che io posso avere L’unico amore che vorrei Se io non ti avessi con me a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un immenso piacere, a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande, a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più, a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo, a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore, a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei... e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei...sostanza dei sogni... April 22 Alla mia bimba14 anni e mezzo fa ero una bimba che per il suo compleanno desiderava + di qualsiasi altra cosa un barboncino nero, il giorno del suo compleanno però questo barboncino nn arrivava perchè la mamma del barboncino aveva partorito tutti i cuccioli morti. Il giorno dopo il mio compleanno è arrivata a casa una cara amica di mia madre con una piccola scatola di scarpe tutta bucherellata, io aprii la scatola e trovai dentro un batuffolo color miele, era tanto piccolo da stare dentro le mie manine. Era in sopportabile e non faceva altro che graffiarmi, avevo le braccia piene di graffia a partire dai polsi fino ai gomiti ma ero felice, coccolavo la mia piccola Sissi e lei mi ripagava con tanti graffi e delle piccole leccatine sulle dita, era la sorellina che desideravo, giocava con me, si era appropriata della mia casa delle Barbie e aveva fatto diventare il letto di Barbie il suo.... siamo cresciute insieme per 14 anni e mezzo, quando ero triste tornavo a casa e mi accucciavo con lei sul divano, ci facevamo le coccole e così a suo modo mi stava vicina e mi faceva capire che mi voleva bene... era la mia sorellina e la mia amichetta, era la mia bambina, la mia piccola, poi un paio di settimane fa si è ammalata quando sono tornata a Palermo non potevo credere che fosse diventata così magra, era tornata piccola, mi stava quasi di nuovo tra le mani, la imboccavo di nuovo e passavo la notte a controllare che respirasse bene, ogni sera prima di andare a letto le dicevo il bene che le volevo e quanto credevo in ei e che ce l'avrebbe fatta... poi sono partita, ho passato un bellissimo weekend a Torino con i miei amici, un weekend indimenticabile, sono tornata a Palermo ed ero triste, avevo solo voglia di salire a casa e rivedere la mia bimba, sono arrivata ho aperto il cancello e ho trovato solo della terra smossa e dei gelsomini rossi piantati di fresco in un'aiuola, e sotto quella terra la mia bimba, la mia sorellina.... grazie per aver camminato al mio fianco fino ad oggi.... mi fa male sapere che quanto tu te ne sei andata io non c'ero.... tanto male... mi manchi, e mi mancherai sempre.
Silvia April 18 Comptine d'un autre été - L'après midi - Yann TiersenBetulle di Jhon Frost
Quando vedo le betulle curvarsi a destra e a manca Fra le linee degli alberi più scuri, ritti, Amo pensare che un ragazzo vi stia dondolando. Ma dondolarsi non li farebbe curvare così tanto Quanto la tormenta di neve. Li avrete visti spesso Carichi di neve un soleggiato dì d’inverno Dopo la pioggia. Scricchiolano già da soli Appena s’alza il vento, e si fanno variopinti Quando un minimo movimento sconquassa il loro smalto. Presto il calore fa cadere i cristalli Rovinando a valanga sulla coltre di neve – Dinanzi a quei mucchietti di vetro rotto spazzati via Penseresti che l’intima colonna del Cielo fosse caduta. Sono trascinati dal peso sul suolo prosciugato, ma sembrano non rompersi; e benchè siano stati curvi così mollemente per tanto tempo, non si raddrizzeranno: potreste vedere i tronchi per anni ancora fare arco nei boschi, lasciando penzolare le foglie a terra come ragazze carponi a pettinarsi i capelli prima di farli asciugare al sole. Ma vorrei dire che quando la Verità irrompe A dire la sua sulla tempesta di neve, io preferirei Avere un ragazzo dondolante fra di loro Dopo aver fatto va e vieni per riprendere le bestie – Un ragazzo lontano abbastanza dalla città per non Aver imparato il baseball, il cui unico gioco Fosse sempre con sé stesso, estate e inverno, un ragazzo capace di giocare da solo. Avrebbe domato ad uno ad uno gli alberi del padre Come cavalcandoli più e più volte, Per toglierne via la scontrosità, nessuno lasciato a zoppicare, nessuno abbandonato prima della conquista. Imparerebbe che tutto quel che c’è da sapere è di Non lasciarsi cadere giù troppo presto e di Non spezzare il ramo torcendolo troppo verso terra. Avrebbe poi preso padronanza coi rami alti, usando La medesima accortezza che usereste per riempire Una tazza fino all’orlo, e poi fin sopra l’orlo. Sarebbe scivolato sotto prima coi piedi, sibilando, Creandosi a calci una via fra l’aria e il suolo. Anch’io un tempo amavo dondolarmi fra le betulle. E così vorrei ancora tornare indietro a farlo. Quando son stanco di considerare, e la vita Mi pare troppo simile ad un bosco non segnato da Sentieri, e la faccia t’arde e si solletica con le ragnatele Strappate passandovi contro, e un occhio piange Per una pagliuzza entrata dalle ciglia aperte. Vorrei andar via dal Mondo seduta stante, e poi Tornare, e cominciare da capo. Che il Destino non mi disconosca e almeno un poco Mi conceda quel che voglio e non mi strappi di mano La possibilità di ritornare. La terra è il giusto posto per amare: non so affatto come potrebbe migliorare. Vorrei andarmene scalando una betulla, e Salire rami scuri lungo un tronco innevato, verso il cielo, fin dove l’albero non potrebbe condurmi, ma fosse pronto a piegare la cima e riportarmi giù. Sarebbe bello andare ed al contempo ritornare. Si potrebbe far di peggio che dondolarsi fra le betulle. |
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