Silvia's profileNeverland II........PhotosBlogListsMore Tools Help

Silvia

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coloro che a vicenda si tengono vivi
non sono mai separati.

John Donne "Canzone"

Neverland II........

l'isola che non c'è.....
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francescowrote:
 ciao ... molto bello il blog e quello che scrivi complimenti ...
 ciao ciao
Sept. 10
akaro teamwrote:
Un saluto da un branko di akari biker! Passa a trovarci!
Jan. 11
nadiawrote:
,,,,,,,,,,,,,,,,,,TI VOGLIO BENE,,,,,,,,,,,
Dec. 10
nadiawrote:
SILVIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII......AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA...."GIOIAAAAAAAAAAAA"
Sept. 30
nadiawrote:
SILVI MA KE FINE HAI FATTO????TVBSorriso ..E MI MANCHI Triste
Sept. 25
November 15

Videoclip Ufficio Sinistri - Santo

 
July 18

PICCOLA STELLA SENZA CIELO,

 
June 24

ultime prove...

Giovedì... cioè praticamente dopodomani, ho la mia prima prova aperta di recitazione e sono totalmente nel panico... sono letteralmente terrorizzata.... incrociamo le dita... le prove rimaste sono poche, e l'energia scarseggia ma ce la metteremo tutta.... in bocca al lupo a tutti i miei compgani... vi voglio bene...
May 27

Kiwi!

 
Se puoi sognarlo
puoi farlo...
 
Walt Disney                                        
 
 
 
 
  
April 25

A te

A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All’ angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro all’aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
Stringendoti un po’
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un immenso piacere,
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...
e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei...sostanza dei sogni...
April 22

Alla mia bimba

14 anni e mezzo fa ero una bimba che per il suo compleanno desiderava + di qualsiasi altra cosa un barboncino nero, il giorno del suo compleanno però questo barboncino nn arrivava perchè la mamma del barboncino aveva partorito tutti i cuccioli morti. Il giorno dopo il mio compleanno è arrivata a casa una cara amica di mia madre con una piccola scatola di scarpe tutta bucherellata, io aprii la scatola e trovai dentro un batuffolo color miele, era tanto piccolo da stare dentro le mie manine. Era in sopportabile e non faceva altro che graffiarmi, avevo le braccia piene di graffia a partire dai polsi fino ai gomiti ma ero felice, coccolavo la mia piccola Sissi e lei mi ripagava con tanti graffi e delle piccole leccatine sulle dita, era la sorellina che desideravo, giocava con me, si era appropriata della mia casa delle Barbie e aveva fatto diventare il letto di Barbie il suo.... siamo cresciute insieme per 14 anni e mezzo, quando ero triste tornavo a casa e mi accucciavo con lei sul divano, ci facevamo le coccole e così a suo modo mi stava vicina e mi faceva capire che mi voleva bene... era la mia sorellina e la mia amichetta, era la mia bambina, la mia piccola, poi un paio di settimane fa si è ammalata quando sono tornata a Palermo non potevo credere che fosse diventata così magra, era tornata piccola, mi stava quasi di nuovo tra le mani, la imboccavo di nuovo e passavo la notte a controllare che respirasse bene, ogni sera prima di andare a letto le dicevo il bene che le volevo e quanto credevo in ei e che ce l'avrebbe fatta... poi sono partita, ho passato un bellissimo weekend a Torino con i miei amici, un weekend indimenticabile, sono tornata a Palermo ed ero triste, avevo solo voglia di salire a casa e rivedere la mia bimba, sono arrivata ho aperto il cancello e ho trovato solo della terra smossa e dei gelsomini rossi piantati di fresco in un'aiuola, e sotto quella terra la mia bimba, la mia sorellina.... grazie per aver camminato al mio fianco fino ad oggi.... mi fa male sapere che quanto tu te ne sei andata io non c'ero.... tanto male... mi manchi, e mi mancherai sempre.
Silvia
April 18

Comptine d'un autre été - L'après midi - Yann Tiersen

  
 
Betulle di Jhon Frost
 
Quando vedo le betulle curvarsi a destra e a manca
Fra le linee degli alberi più scuri, ritti,
Amo pensare che un ragazzo vi stia dondolando.
Ma dondolarsi non li farebbe curvare così tanto
Quanto la tormenta di neve. Li avrete visti spesso
Carichi di neve un soleggiato dì d’inverno
Dopo la pioggia. Scricchiolano già da soli
Appena s’alza il vento, e si fanno variopinti
Quando un minimo movimento sconquassa il loro smalto.
Presto il calore fa cadere i cristalli
Rovinando a valanga sulla coltre di neve –
Dinanzi a quei mucchietti di vetro rotto spazzati via
Penseresti che l’intima colonna del Cielo fosse caduta.
Sono trascinati dal peso sul suolo prosciugato,
ma sembrano non rompersi; e benchè siano stati curvi
così mollemente per tanto tempo, non si raddrizzeranno:
potreste vedere i tronchi per anni ancora fare arco
nei boschi, lasciando penzolare le foglie a terra
come ragazze carponi a pettinarsi i capelli
prima di farli asciugare al sole.
Ma vorrei dire che quando la Verità irrompe
A dire la sua sulla tempesta di neve, io preferirei
Avere un ragazzo dondolante fra di loro
Dopo aver fatto va e vieni per riprendere le bestie –
Un ragazzo lontano abbastanza dalla città per non
Aver imparato il baseball, il cui unico gioco
Fosse sempre con sé stesso, estate e inverno,
un ragazzo capace di giocare da solo.
Avrebbe domato ad uno ad uno gli alberi del padre
Come cavalcandoli più e più volte,
Per toglierne via la scontrosità,
nessuno lasciato a zoppicare,
nessuno abbandonato prima della conquista.
Imparerebbe che tutto quel che c’è da sapere è di
Non lasciarsi cadere giù troppo presto e di
Non spezzare il ramo torcendolo troppo verso terra.
Avrebbe poi preso padronanza coi rami alti, usando
La medesima accortezza che usereste per riempire
Una tazza fino all’orlo, e poi fin sopra l’orlo.
Sarebbe scivolato sotto prima coi piedi, sibilando,
Creandosi a calci una via fra l’aria e il suolo.
Anch’io un tempo amavo dondolarmi fra le betulle.
E così vorrei ancora tornare indietro a farlo.
Quando son stanco di considerare, e la vita
Mi pare troppo simile ad un bosco non segnato da
Sentieri, e la faccia t’arde e si solletica con le ragnatele
Strappate passandovi contro, e un occhio piange
Per una pagliuzza entrata dalle ciglia aperte.
Vorrei andar via dal Mondo seduta stante, e poi
Tornare, e cominciare da capo.
Che il Destino non mi disconosca e almeno un poco
Mi conceda quel che voglio e non mi strappi di mano
La possibilità di ritornare. La terra è il giusto posto per amare:
non so affatto come potrebbe migliorare.
Vorrei andarmene scalando una betulla, e
Salire rami scuri lungo un tronco innevato, verso il cielo,
fin dove l’albero non potrebbe condurmi,
ma fosse pronto a piegare la cima e riportarmi giù.
Sarebbe bello andare ed al contempo ritornare.
Si potrebbe far di peggio che dondolarsi fra le betulle.
 

Amo